falco

DHA acido docosaesaenoico

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acido docosaesaenoico DHA

L’olio di alghe si ricava, direttamente dalle micro alghe del genere Schizochytrium sp. Quest’olio contiene DHA, che rappresenta il 97% dei grassi omega-3 nel cervello.

L’olio di alghe è una fonte vegetale di DHA, un tipo di grasso noto anche come acido docosaesaenoico: è un integratore indispensabile per i soggetti che non assumono con la dieta pesce o derivati come l’olio di pesce.

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La Vitamina B12

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vitamina B12

La Vitamina B12 fa parte delle vitamine del gruppo B idrosolubili.

Il nostro organismo non è in grado di sintetizzare questa sostanza da solo ma deve necessariamente assumerla con l’alimentazione

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Acido Folico Vitamina B9

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acido folico vitamina b9

L’Acido Folico o Vitamina B9 (Folato nella forma naturale) ,è una vitamina idrosolubile appartenente alle vitamine del gruppo B che viene assunta esclusivamente attraverso la dieta ed è fondamentale per le donne in gravidanza poiché tende a proteggere e favorire lo sviluppo dell’embrione.

La vitamina B9 è anche fondamentale per la sintesi delle proteine e del DNA nonché per la formazione dell’emoglobina. Lavora in sinergia con la vitamina B12 e B6 dove ha un ruolo nel metabolismo e nel controllo dei valori dell’ omocisteina (amminoacido solforato di cui una elevata concentrazione nel sangue viene considerata fattore di rischio cardiovascolare)

La sua corretta presenza nell’organismo quindi contribuisce a proteggere dal rischio di sviluppare malattie cardiache

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Cetraria Islandica fonte di Vitamina D3

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Il lichene della specie Cetraria Islandica ,è una specie caratteristica delle distese laviche in Islanda, è una fonte ricchissima di vitamina D3 .

I Licheni sono vegetali molto particolari in cui il tallo è costituito da associazione di un fungo (micobionte) e di un’alga (fotobionte), fra i quali si instaura un rapporto di collaborazione definita simbiosi.

Questo significa che i due organismi vivono e crescono insieme e che la vita dell’uno è strettamente legata e connessa a quella dell’altro, con un vantaggio reciproco.

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Rosa Canina fonte di vitamina C

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bacche di rosa canina

Rosa Canina è la specie di rosa più diffusa al mondo appartenente alla famiglia delle Rosaceae. E’ una pianta spontanea con arbusto spinoso che può raggiungere i 3 metri di altezza. Cresce in collina ed in campagna soprattutto su aree vaste e molto soleggiate. La pianta prende il nome “canina” da Plinio il vecchio (1°secolo d.C.), che descrisse la guarigione di un soldato malato di rabbia grazie ad un decotto a base di queste bacche.

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Liposomi e Ferro liposomiale

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fonti vegetali di ferro

Il Ferro Liposomiale, è un preparato a base di pirofosfato ferrico veicolato all’interno di una membrana fosfolipidica di origine vegetale (soya), che presenta rispetto ad altre formulazioni a base di ferro

  • elevato assorbimento gastrointestinale
  • elevata biodisponibilità
  • minore incidenza di effetti collaterali

ASSORBIMENTO E BIODISPONIBILITÁ

L’assorbimento del ferro ionico avviene principalmente a livello duodenale ed è mediato da carriers specifici. In condizioni normali soltanto il 15-20% del ferro somministrato viene assorbito per cui non ha senso forzare con dosi elevate la capacità di trasporto dei carriers . La sofisticata tecnologia di inglobamento in fosfolipidi naturali rende il ferro altamente biodisponibile, ben tollerato e rapidamente assorbito. La presenza dell’involucro liposomiale, infatti, proteggendo il ferro dal contatto con la mucosa gastrica evita l’effetto pro-ossidante del ferro libero. La protezione liposomiale permette al microelemento di superare indenne l’ambiente gastrico per essere assorbito direttamente a livello di tutto l’intestino tenue e non solo duodenale . La veicolazione mediante tecnologia liposomiale corrisponde, nel nostro organismo, al trasporto di varie sostanze da parte dei chilomicroni. Questi veicoli naturali, infatti, sono le lipoproteine poco dense e voluminose che rappresentano la forma di trasporto dei grassi alimentari dall’intestino ai vari tessuti. Questa similitudine fra liposomi e chilomicroni consente alle molecole liposomiali di sfruttare le stesse vie metaboliche che l’organismo generalmente mette in atto per i chilomicroni. Il liposoma di Ferro ingerito per via orale che si trova nel lume intestinale, viene assorbito direttamente dalle cellule M (e non dagli enterociti), cellule che originano dal sistema linfatico e che si trovano su tutto l’intestino tenue. Successivamente il liposoma viene inglobato per endocitosi dai macrofagi e attraverso il torrente linfatico raggiunge, integro, gli epatociti . All’interno degli epatociti il liposoma verrà “aperto” dagli enzimi lisosomiali rendendo quindi il ferro disponibile per l’organismo .L’assorbimento e la biodisponibilità del ferro liposomiale rispetto agli altri sali di ferro, comunemente utilizzati nella formulazione dei prodotti presenti in commercio, è stata valutata su un modello animale. Tali studi hanno dimostrato che grazie alla tecnologia liposomiale, l’assorbimento del ferro pirofosfato liposomiale, è di 3,5 volte maggiore rispetto al ferro pirofosfato libero, di 2,7 volte superiore rispetto al ferro solfato e di 4,1 volte superiore rispetto al ferro gluconato. Inoltre la concentrazione plasmatica del ferro liposomiale è risultata essere massima dopo due ore dall’assunzione, il che garantisce una maggiore biodisponibilità dell’elemento per tutti i processi metabolici.

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Eritritolo dolcificante naturale

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L’ Eritritolo è un polialcol naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati. É utilizzato con successo come dolcificante naturale in quanto ha zero calorie ma un ottimo sapore, privo di retrogusti.
A livello industriale è ottenuto da substrati zuccherini (destrosio, amido, glucosio, saccarosio) tramite fermentazione ad opera di lieviti selezionati come Saccharomyces Cerevisiae.
In Giappone e negli Stati Uniti è approvato e disponibile da più di un decennio. Nel 2006 la Commissione europea ha inserito l’eritritolo nell’elenco degli additivi alimentari polivalenti.
Con la Direttiva 2008/100/CE la Commissione ha riconosciuto e assegnato all’eritritolo valore energetico pari a 0 kcal/gr.
Come additivo alimentare l’eritritolo può svolgere diverse funzioni, ma viene impiegato soprattutto come dolcificante: il profilo aromatico è molto simile al saccarosio, con un potere dolcificante pari a circa il 60-70% e questo lo rende un’utile alternativa allo zucchero tradizionale; usato in combinazione a dolcificanti intensivi può aumentare la dolcezza degli ingredienti, aggiungere corposità e mascherare retrogusti indesiderati.
Oltre il 90% dell’eritritolo ingerito è assorbito prontamente nel piccolo intestino attraverso diffusione passiva. Questa frazione non viene metabolizzata e viene eliminata attraverso le urine. La frazione rimanente (< 10%) raggiunge il grande intestino dove è solo parzialmente metabolizzata. Di conseguenza, il valore calorico complessivo dell’eritritolo è bassissimo e varia da 0 ad un massimo di 0,2 kcal/gr.
L’eritritolo ha una tolleranza digestiva molto più elevata rispetto agli altri polialcoli i quali, consumati in quantità elevate, possono provocare effetti collaterali indesiderati a livello intestinale (rilassamento, crampi addominali, flatulenza, diarrea). Studi clinici hanno evidenziato che negli adulti gli effetti gastrointestinali in seguito all’assunzione di eritritolo fino ad 1 gr/Kg di peso corporeo (per un massimo di 80 g/giorno) non differiscono statisticamente da quelli provocati dall’assunzione di simili livelli di saccarosio.
L’eritritolo è caratterizzato da valori pressoché nulli di indice glicemico (IG) e indice insulinico (II) e rappresenta quindi un valido ingrediente sostitutivo del saccarosio per ridurre l’impatto glicemico della dieta, adatto ai soggetti a rischio o affetti da diabete.
Studi recenti hanno inoltre evidenziato l’attività antiradicalica dell’eritritolo, che ha dimostrato essere un ottimo scavenger di radicali ossidrilici, con proprietà protettive per le membrane cellulari. L’eritritolo agisce quindi come antiossidante in vivo e può aiutare a ridurre l’impatto glicemico degli alimenti e delle bevande, contrastando gli effetti dei radicali liberi indotti dall’iperglicemia.
L’eritritolo è stato certificato come prodotto tooth-friendly. La sua acariogenicità è ampiamente dimostrata: l’eritritolo non viene convertito in acidi dai batteri presenti nella bocca, pertanto non favorisce la carie dentale. Al contrario, sembra avere un ruolo protettivo, analogo a quello dello xilitolo, contro la placca batterica.

eritritolo

Molecola di eritritolo

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